Si chiama "Everyday Chemistry" e si può scaricare da Internet. Giocando con il passato, il presente e il futuro della musica e dell'arte. Sto ascoltando il nuovo album dei Beatles. Si intitola Everyday Chemistry e proviene da una dimensione parallela in cui i Fab Four non si sono mai sciolti, John Lennon ha evitato le trappole di Mark Chapman e George Harrison quelle del cancro. Lo potete ascoltare anche voi, scaricandolo dal sito thebeatlesneverbrokeup.com.
Naturalmente, è un gioco. Le undici canzoni che compongono il disco sono in realtà il frutto di un mash up tra alcuni dei lavori solisti di Lennon, McCartney e Harrison. Produzioni che vengono mescolate con tanta pazienza da un misterioso signore chiamato James Richards (probabilmente, uno pseudonimo), cercando di ricreare quella magica ricetta che negli anni Sessanta aveva generato la più bella storia pop di tutti i tempi.
Il risultato musicale non è indimenticabile, ma piacevole. Soprattutto per chi ha le orecchie allenate alle contaminazioni sonore e alla complessità del nostro millennio e accetta l'idea di essere ormai entrati definitivamente nell'era del remix. Un'era in cui l'unità di misura della musica non è più rappresentata solo dalle sette note, ma anche dalle canzoni stesse: che possono essere tagliuzzate, manipolate e rimontate sempre più agevolmente.
Il bello di Everyday Chemistry non è però tanto o solo la musica. E' il progetto nella sua estensione multimediale ed evocativa. Con tanto di immaginario viaggio in una dimensione alternativa, dove Richards dice di essere piombato durante un'escursione nel deserto e dalla quale è tornato nascondendo in tasca l'album sotto forma di vecchia audiocassetta con i titoli delle canzoni scritti sopra a mano.
Richards non è certo il primo a chiedersi cosa sarebbe successo se i Beatles non si fossero sciolti in quella triste alba degli anni Settanta. Quale musica avrebbero continuato a inventare? Quali altre melodie ci avrebbero regalato? Dal fatalismo più spinto ("il loro destino si esaurisce nel 1969, stop, non ci sono alternative possibili") alle ipotesi più strampalate (tanti album, tante liti con i Rolling Stones e persino una lunga collaborazione con Janet Jackson), le risposte che possiamo dare a simili domande sono parecchie. Tutte quelle autorizzate dalla fantasia.
Solo che fino a qualche anno fa si trattava essenzialmente di risposte scritte. Impossibili da tradurre anche in forma musicale o visiva. Oggi le tecnologie ci hanno spinto a un punto tale per cui non esistono (quasi) più limitazioni: ingredienti appartenenti a dimensioni, formati e tempi diversi (i Beatles, le audiocassette, il deserto, la fantascienza) possono essere gettati in un unico grande calderone della creatività, alla ricerca dell'immaginario perduto. E gli strumenti per farlo sono alla portata di tutti. Così come quelli per distribuire il risultato dei propri sforzi.
Everyday Chemistry non è un gigantesco balzo in avanti per la storia dell'umanità. E anche per quella della musica, probabilmente, è solo un minuscolo passo. Però rappresenta l'ennesima testimonianza di un nuovo scrigno espressivo che si è aperto dinnanzi agli artisti del presente e del futuro. Uno scrigno che oggi probabilmente molti di noi vedono solo come un generatore di confusione e arte posticcia e derivata, ma tra le cui nebbie si intravedono potenzialità incredibili e seducenti.
Esce il nuovo Bocelli 'natalizio' E' "My Christmas", già secondo nella classifica Usa. Nel nuovo disco le canzoni più conosciute del Natale
Andrea Bocelli
Arriva anche in Italia il nuovo album "My Christmas" di Andrea Bocelli, già al secondo posto nella classifica Usa dei dischi. E dopo questo successo Bocelli, a marzo del 2010, lascerà le sue impronte sulla famosa “Walk of Fame” di Hollywood.
Nel nuovo disco Bocelli si cimenta con le canzoni più conosciute del Natale: sedici intramontabili brani tratti dal repertorio natalizio interpretati da una delle voci più amate al mondo che, in quattro canzoni, duetta con grandi signore della musica: la mezzosoprano Katherine Jenkins, Malika Ayane, Mary J. Bridge, Natalie Cole. "Mi piace la musica di Natale e con questo disco ne ho scoperta di nuova. In Italia i brani di Natale si riducono a 'Tu scendi dalle stelle' e a 'Astro del ciel'. In America è diverso, il repertorio è ben più vasto", spiega Bocelli.
Nella classifica Usa "My Christmas"si inserisce nella tradizione delle grandi superstar, come Elvis Presley e Frank Sinatra, e dei grandi tenori del Novecento, da Enrico Caruso a Mario Lanza, che si sono misurati con questo repertorio. La scelta di cantare le grandi aree del Natale ha per il tenore toscano una valenza anche religiosa. "Dovessi cantare canzoni che contrastano con la mia fede non lo farei". Poi precisa: "Aspetto a cuore aperto che il dialogo interreligioso prosegua ma occorre essere anche coerenti con la propria religione". Il Natale, per Bocelli, si identifica con 'Tu scendi dalle stelle', e realizzare questo album con David Foster, arrangiatore di due classici come 'Angels we have heard on high' e 'What child is this', e' stato "divertente. Ogni tanto - osserva Bocelli - questo lavoro riesce ancora ad essere divertente". Altri due brani indimenticabili come 'Tu scendi dalle stelle' e 'Adeste Fideles' sono stati invece arrangiati dal Maestro Renato Serio.
Ben cinque sono i brani di My Christmas' in cui Bocelli ha deciso di coinvolgere altri artisti per duetti inediti e imperdibili: la mezzosoprano rivelazione di questi ultimi anni Katherine Jenkins lo accompagna in 'I believe', la giovane Malika Ayane condivide la malinconica 'Blue Christmas', Mary J.Blidge ha registrato in un giorno a New York 'What child is this' mentre Natalie Cole ha prestato il calore delle sue tonalità soul a 'The Christmas song'. A queste quattro signore della musica si aggiungono i Muppets: i pupazzi più famosi del mondo sono infatti i protagonisti di un'irresistibile versione di 'Jingle Bells' destinata a conquistare il pubblico di tutto il mondo. 'My Christmas' verrà pubblicato nella versione cd, ma anche cd+dvd con un estratto del concerto che Andrea Bocelli ha tenuto al Kodak Theatre di Los Angeles per il programma Great Performances della PBS.
Il Natale di Bocelli è arrivato in anticipo Presentato il nuovo album “My Christmas”, raccolta di canzoni sul tema: «Sul Crocifisso? Una provocazione»
FORTE DEI MARMI (Lucca) – Natale a casa Bocelli. La villa del tenore in Versilia è già addobbata per il Natale. Alberi con la neve finta, decorazioni dorate e il tenore al piano che improvvisa classici di Natale. L’occasione è la presentazione di “My Christmas”, raccolta di canzoni sul tema. Che oggi è arrivata al numero due (dietro Bon Jovi) della classifica di vendita americana. «La casa è così da mesi - ride -. Da quando eravamo qui a registrare. Volevamo calarci nell’atmosfera anche se era agosto».
DUETTI TRA STAR - Fra i duetti del cd anche Natalie Cole e Mary J Blige: «Quando chiama un grande direttore d’orchestra nella classica tutti rispondono sì. Nel pop accade quando chiama David Foster (produttore dell’album che ha lavorato con Celine Dion, Whitney Houston, Barbra Streisand ndr). E’ la diplomazia discografica», spiega. La scelta del disco di Natale? «Nella lirica c’è un confronto continuo fra le voci, perché attingiamo dallo stesso repertorio. I classici delle feste sono uno dei rari casi di confronto nel pop e penso agli album di Sinatra, della Dion e di tanti altri. La canzone che preferisco è Tu scendi dalle stelle: quando ero bambino se il prete non la faceva ci rimanevo male». «SUL CROCIFISSO? UNA PROVOCAZIONE» - Sabato Bocelli incontrerà Benedetto XVI nella Cappella Sistina, assieme ad altri 250 stelle dell’arte italiana. Che ne pensa del divieto al crocifisso nelle scuole, imposto dala Corte di Strasburgo? «Credo sia una provocazione. Siamo un Stato libero le cui tradizioni, cultura e religione vanno rispettate. Non mi piace l’idea che si tolga qualcosa, è la logica dell’essere contro», precisa.
SANREMO - E Sanremo? Lo vorrebbero fra gli otto big che si esibiranno la sera del giovedì, quella in cui verrà celebrata la leggenda del Festival. «Non so ancora nulla. Nel caso mi piacerebbe fare Ancora di Eduardo De Crescenzo. Mi ricordo quando lui la portò. Era un momento morto della creatività italiana e quel brano mi colpì per l’arrangiamento e per la voce”. Bocelli è tornato questa mattina dagli Stati Uniti dove è stato ospite della regina dei talk Oprah Winfrey, a dicembre ci tornerà per un tour e a marzo gli verrà dedicata una stella sulla Walk of Fame di Hollywood. Il tenore è uno dei simboli del made in Italy. E non è d’accordo con chi vede offuscata l’immagine del nostro Paese all’estero: «La mia carriera va verso i 20 anni e mi sembra anzi di poter dire che qualcosa sia migliorato. Non è giusto giudicarci severamente per problemi che dipendono da una frangia della popolazione, come la mafia. L’Italia è simbolo di eccellenza in campi magari frivoli come la moda, ma per chi ha studiato resta la culla dell’arte e della cultura». E del bel canto. Grazie anche a Bocelli.
"Canto le cover e penso al futuro" Giusy Ferreri a Tgcom con "Fotografie"
Torna al primo amore, ossia le cover. Dopo l'esperienza ad X Factor in cui si è cimentata con brani di altri autori, Giusy Ferreri torna 'sul luogo del delitto' e venerdì pubblica "Fotografie": 11 brani di cantautori nostrani e internazionali, i cui testi sono stati riadattati in italiano da Tiziano Ferro. "Penso già al disco di inediti che uscirà nell'autunno 2010 - dice Giusy a Tgcom -, a dicembre riprenderò il lavoro con la mia band".
"Dopo l'Ep 'Non ti scordar mai di me' abbiamo voluto concentrarci sui grandi cantautori - spiega Giusy - che hanno scritto delle piccole perle, forse sconociuste ai più. Ho voluto fortemente 'Il mare verticale' di Paolo Benvegnù, ad esempio, e anche 'Dy-Na-Mi-Tee'. Sono consapevole che qualcuno possa storcere il naso come fosse un'operazione commerciale. Ma proprio così non è perché volevo che il pubblico conoscesse la musica che ho ascoltato nella mia vita e anche far sentire la mia voce su una tipologia di canzoni che si prestasse all'introspezione. Poi a dicembre con il mio team di lavoro continueremo a lavorare al disco di inediti che vedrà la luca nell'autunno del 2010".
E sul disco 'non autorizzato', pubblicato settimana scorsa "Supermarket", per volontà del suo ex collaboratore Maurizio Parafioriti (produttore discografico indipendente e ingegnere del suono) Giusy dice la sua: "Ho ascoltato qualche canzone e non sono affatto contenta di quello che ne è venuto fuori. Sia per la scrittura che trovo immatura e anche la voce che non riconosco appieno. Credo di essere cresciuta molto dai tempi in cui ho scritto quelle canzoni, che poi erano dei provini. Il lavoro finale che è stato fatto non mi è piaciuto per niente. Peccato, alcune di quelle canzoni erano anche adatte al mio nuovo album, sicuramente avrei potuto farle meglio".
“Fotografie” è nato grazie al confronto e alla collaborazione con Tiziano Ferro che ha proposto a Giusy brani di grandi autori internazionali, riadattandoli in chiave italiana, con lo scopo di poter omaggiare alcuni paesi del mondo: “Vilarejo” (“Piccolo Villaggio”) della cantautrice brasiliana Marisa Monte, “Como Quieres Que Te Quieras” (“Come Pensi Possa Amarti”) di Rosario Flores, “Dy-Na-Mi-Tee” (“Miss Dinamite”) di Ms. Dynamite e “I Was Made To Love Magic” (“La Magia È La Mia Amante”) di Nick Drake, quest’ultima canzone scelta direttamente da Giusy, che a sua volta ha selezionato: “Con Una Rosa” di Vinicio Capossela, “Il Mare Verticale” di Paolo Benvegnù, “Yesterdays” di Jerome Kern (interpretato in passato da Billie Holiday), “Ciao Amore Ciao” di Luigi Tenco e “Estate” di Bruno Martino. A completare le undici tracce che compongono il disco anche “Ma Il Cielo È Sempre Più Blu” di Rino Gaetano, “E Di Amare Te” (brano scritto da Charles Aznavour ed interpretato nel 1971 da Iva Zanicchi) e “Besame Mucho” di Consuelo Velázquez.
E sul web giunse il vaffa di Vasco Caduta Caserta, "vendetta" su Facebook
Il 'Blasco' di Zocca risponde a modo suo al clamore che ha accompagnato il capitombolo durante il concerto al 'Palamaggio' di Caserta, lo scorso 6 novembre. In un video di 31 secondi, pubblicato sul sito di Facebook della rockstar, Vasco mostra il dito con il tipico gesto del 'vaffa'. Il braccio del cantante è bendato di bianco, forse per i postumi dello scivolone. Il "gestaccio" è destinato a entrare nella storia del padre di "Albachiara".
"Dopo la scivolata di Caserta - dice nel video Vasco, indossando il cappellino rosso e la maglietta nera - diventata caduta di Vasco 'sul' palco. Per un errore di scrittura, diventa caduta di Vasco 'dal' palco. La prossima - ironizza - sarà: caduta di Vasco dal cielo". Nel video, si vede il braccio del cantante, bendato di bianco, che scende pian piano davanti alla lucina rossa della telecamera mostranbdo il dito medio rivolto verso l'alto. Il video si chiude con il simpatico ghigno della rock star.
Nel corso del finale del concerto di Caserta, cantando 'Albachiara' e correndo verso il batterista, forse abbagliato dall'imponente impianto luci del palco che ospita il suo tour indoor, Vasco era inciampato sulla strumentazione: un capitombolo immortalato dai suoi fan, che hanno pubblicato il video in rete. Gli "angeli" di Vasco arrivano da dietro le quinte e lo soccorrono. In Rete il filmato del 'Komandante' che perde l'equilibrio diventa un cult. Ora forse lo diventerà anche la risposta del 'Blasco'.
Il cantante degli Strokes si mette in proprio: il disco solista di Julian Casablancas La colonna sonora della prima decade del terzo millennio? Sì chiama 'cool rock', e gli Strokes sono la band simbolo del sound di 'tendenza' negli ultimi anni (dove oltre alla musica c'è anche tanta moda...). Ora il gruppo si prende una pausa, e il leader Julian Casablancas ne approfitta per tentare la carriera solista: "Phrazes for the Young" conferma la capacità del giovane rocker di abbinare ritmi irresistibili e melodie pop, senza dimenticare lo spirito punk di fondo... GUARDA I VIDEO
Gli Strokes sulla copertina di Rolling Stones
Dopo Albert Hammond Jr., Fab Moretti e Nickel Eye, anche Julian Casablancas il leader (nonché autore di tutte le canzoni), della rock band (simbolo del cosiddetto 'cool rock') degli Strokes si dà alla carriera solista, diventando così il quarto membro del gruppo con in mano materiale solista. E’ grande l’attenzione dei fans sul web per ildebutto solista di Julian, infatti sul sito ufficiale del cantante, sono stati postati due video : uno di introduzione al disco ed un’altro contente un'intervista allo stesso Julian. Casablancas parla dunque del nuovo LP, spiegando che "Ho provato a coniugare l'immediatezza della musica moderna con l'autorità e la serietà della musica classica e della musica più vecchia. Più in generale, l'obiettivo è quello di divenire una fonte di ispirazione, che credo sia un po' quello che debba riuscire a fare l'arte"
Su "Phrazes for the Young" la sua voce è caratterizzata da un timbro ruggente ed uno stile interpretativo irriverente "Mi piace sia lavorare da solo che con la band, diciamo che in questo caso ho inserito nel disco le idee più pazze che mi potevano venire in mente, cosa più difficile quando si lavora in gruppo" continua Julian sottolineando che il contenuto dell'LP sarà differente rispetto a quello dei dischi con gli Strokes.
"Phrazes for the Young" è stato registrato tra Los Angeles, Nebraska e New York, sua città d'origine, con la produzione a cura di Jason Lader (ex Mars Volta) e Mike Mogis (ingegniere del suono che ha lavorato con i Bright Eyes). Casablancas presenterà in anteprima i nuovi pezzi a Tokyo in uno show che è già sold-out ed entro la fine del 2009, partirà un tour promozionale, che raggiungerà anche l'Italia.
Il personaggio Beth Ditto più brava della sua band Cantante oversize e lesbica, ha la voce da far concorrenza a Tina Turner. Ma il concerto si sveglia soltanto nel finale
MILANO - Quando il personaggio è più forte della musica. Siamo abituati a vedere star patinate la cui credibilità crolla una volta messe sul palco. Sorprende quando questo accade con chi, come i Gossip, trio americano dance-funk-punk che ha suonato ieri al PalaSharp, arriva dall’underground. Beth Ditto è un personaggio: oversize e orgogliosa di esserlo; lesbica e determinata nella difesa dei diritti degli omosessuali (durante lo show sventola più volte uno striscione con il triangolo rosa); una voce potente con sfumature nere che ha pochi concorrenti.
E qual è il problema, allora? La band. La batterista Hannah Blilie è l’anello debole, ripetitiva e scolastica. Monotoni anche chitarrista-tastierista e bassista (nuovo innesto) che non riescono mai a far decollare i pezzi. Anche Beth, capelli rosso fuoco e abitino fasciante, ci mette del suo interrompendo il flusso delle canzoni con inutili chiacchiere e i soliti (andrebbero vietati) «ciao Melano, mio italiano non è bene». Ritmi dance più attitudine punk dovrebbero dare vita a una irresistibile miscela ballerina. E invece, tranne le prime file, tutti fermi. Il concerto si sveglia soltanto nel finale. Quando arriva Heavy Cross, tormentone pubblicitario di questi mesi che ha lanciato l’album Music for Men: il suono si riempie per magia, la band acquista dinamica e ci si dimentica anche che il giro di chitarra sembra un plagio dei Franz Ferdinand. Nei bis Beth non molla e nella cover di What’s Love Got to Do with It fa concorrenza a tutta voce a Tina Turner. Standing in the Way of Control, il successo del disco precedente, finisce con Beth in mezzo alla platea a cercare l’abbraccio dei fan. Troppo tardi.
Baglioni (ri)canta l'amore Esce il nuovo album del cantautore "Q.P.G.A.". Una rivisitazione dei successi del '72 con 70 artisti
Claudio Baglioni
Un doppio disco che ripercorre i successi del '72. E' il nuovo doppio album di Claudio Baglioni, Q.P.G.A, in uscita venerdì 27 novembre. Baglioni canta con Mina, Franco Battiato, Elio e le storie tese, Fiorello, Antonello Venditti e anche con i nuovi cantanti Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Noemi.
Q.P.G.A contiene 150 minuti di musica con 70 grandi nomi. Non si tratta di un remake ma di una riedizione riveduta delle canzoni del '72: 52 brani, di cui 15 sono la rivisitazione dei vecchi pezzi, altri sono reinvenzioni totali o parziali con testi o musiche diverse, altri ancora sono inediti.
Tutte canzoni unite dal tema del primo amore, "quello che non dura tutta la vita ma te la cambia per sempre", sottolinea il cantautore. Baglioni partirà in tournée con Q.P.G.A. dal 5 dicembre a Milano, con tappe poi a Padova, Napoli, Firenze, Roma, Bologna e Genova.